In questi giorni, mentre il tempo sembra rallentare il suo corso, la nostra città di Crema si prepara come una polis antica all’arrivo di un segno divino: il passaggio della fiamma olimpica, sacra eredità di Olimpia, in cammino verso i Giochi Invernali di Milano–Cortina 2026.
Le strade si ornano come per una festa in onore degli dèi, i colori risplendono, e nell’aria si avverte quel fremito solenne che precede i grandi eventi destinati alla memoria.
È osservando questo fermento che nella nostra piccola ma tenace redazione giornalistica della Roller Power nasce una domanda, semplice eppure potente, come un oracolo pronunciato a Delfi:
quando anche le discipline freestyle su rotelle troveranno posto tra gli eletti dell’Olimpo sportivo?
Il mondo degli sport freestyle è un universo in perenne mutamento, forgiato dal sudore e dalla volontà di giovani eroi moderni. Migliaia li seguono, come un popolo attento alle gesta dei propri campioni; atleti straordinari li praticano con dedizione, sacrificio e ardore.
Discipline come il Free Jump, lo Skate Cross, lo Speed Slalom e molte altre sono oggi un intreccio di abilità e audacia, di bellezza e furia agonistica, di creatività e pura adrenalina. Vederle un giorno risuonare sul palcoscenico olimpico sarebbe un sogno degno di essere cantato dagli aedi (cantori di professione dei canti epici della Magna Grecia).
Immaginate una finale olimpica di Skate Cross, dove le ruote ruggiscono come cavalli da guerra; oppure salti prodigiosi nel Free Jump e nell’High Jump, con atleti giunti da ogni angolo del mondo a contendersi la gloria eterna.
Sarebbe una vittoria non soltanto sportiva, ma culturale: il riconoscimento di discipline nate nelle piazze e nelle strade, capaci di parlare alle nuove generazioni e di incarnare i valori più alti dell’ideale olimpico — impegno, rispetto, inclusione — gli stessi cari agli dèi.
Per questo, dalla nostra umile ma appassionata agorà (spazio pubblico e di riunione nelle città greche), leviamo una preghiera sincera al CIO, al CONI, alla Federazione Italiana Sport Rotellistici e a tutte le istituzioni che governano il destino dello sport:
ascoltate la voce di chi vive ogni giorno queste discipline, di chi crede che anche il freestyle su rotelle meriti un posto tra gli eroi dei grandi eventi internazionali.
Sappiamo che il cammino è lungo, come quello di Ulisse, e costellato di prove. Ma ogni sogno nasce da un’idea, e ogni impresa richiede il coraggio di essere proclamata.
Noi, intanto, continuiamo ad allenarci, a raccontare, a credere.
Perché un giorno, chissà, potremmo davvero dire che anche sulle rotelle
si è conquistato l’Olimpo. 🏛️🔥

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