Helios ha regnato incontrastato, dominando l’intero fine
settimana come un dio capriccioso. La pista si è trasformata in una distesa
incandescente, dove l’asfalto, vicino ai 60 gradi, bruciava sotto le ruote e
consumava le energie degli atleti, mettendo alla prova il loro coraggio, la
loro resistenza, la loro volontà. La Federazione, come un antico consiglio di
saggi, ha spezzato le gare nell’arco della giornata per sottrarre gli atleti
alle ore più crudeli, ma nemmeno questo è bastato a rendere la sfida meno
aspra: ogni discesa era una lotta, ogni curva un duello.
E già lungo la via dell’andata, anche stavaolta, il destino aveva iniziato a
mostrare il suo volto. Capitan Jacopo, guida e simbolo della squadra, è stato
abbandonato a metà cammino dal proprio destriero meccanico. Un presagio, forse,
o una prova imposta dagli dèi. Ma come ogni condottiero che si rispetti, non ha
ceduto: ha raggiunto comunque l’arena, pronto a combattere, a guidare i suoi comapgni, a non
sottrarsi a ciò che il fato aveva in serbo.
In pista, la battaglia è stata reale, crudele, senza tregua.
Tra gli Allievi, Hermes chiude in 13ª posizione, cercando invano
l’armonia con un tracciato che sembrava vivo, instabile, quasi ostile. Sofia,
10ª, ha lottato contro se stessa e contro le difficoltà della pista, senza mai
arrendersi. E poi Virginia, 31ª, il cui cammino è stato segnato da un violento
impatto contro una protezione: un colpo improvviso che le ha lasciato un segno
evidente, ma che non ha spento la sua determinazione a portare a termine la
sfida.(Brava! è questo lo sprito giusto).
Negli Juniores si concentravano le speranze di gloria, e da
lì è emersa la luce più forte: Davide ha conquistato la finale B, chiudendo al
6° posto assoluto, risultato che porta con sé orgoglio ma anche un’ombra di
rammarico. In semifinale il destino ha giocato la sua parte: la corsia più
esterna, quella meno favorevole che ha reso la rimonta una sfida quasi
disperata contro atleti di spessore. Sara, 9ª, è stata frenata da un quarto di finale al di sotto dei
suoi standard abituali, mentre Leo Salani, 11°, ha combattuto fino all’ultima energia,
cedendo solo a rivali più esperti. Giorgia B., 23ª, ha sentito tutto il
peso dell’esordio tricolore nell’arena di Sezzadio, mentre Ambra, 24ª, ha
affrontato la competizione con il coraggio di chi torna dopo un infortunio,
senza paura.
Tra i Seniores, Leo Scibona ha lottato come un leone,
opponendosi con forza ad avversari del giro della nazionale e chiudendo in 12ª
posizione, al termine di una battaglia vera. Capitan Jacopo, già messo alla
prova fin dall’inizio del viaggio, ha portato a termine anche questa sfida,
chiudendo in 16ª posizione: un risultato che racconta un week-end difficile, ma
anche la forza di non arrendersi mai.
Il fato, questa volta, non ci ha concesso né podi né corone
d’alloro. Nessun trionfo da celebrare, nessun alloro da indossare. Ma Sezzadio
si conferma ancora una volta terra di emozioni profonde, intense, a tratti
spietate. E se gli dèi ci hanno voltato lo sguardo altrove, resta la grandezza
di chi ha combattuto comunque, fino all’ultimo metro, senza cedere in perfetto
stile Roller Power.
Perché nelle vere epopee non sono solo le vittorie a essere
ricordate, ma le battaglie affrontate quando tutto sembra contrario. Ed è in
queste prove che si forgiano gli eroi.
Un'appaluso va ai nostri coach Susanna e Marcello che non hanno mai abbandoanto il catino infuocato di Sezzadio, dando coraggio e distribuendo consigli, a tutti i nostri ragazzi.

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