lunedì 7 settembre 2026

Passato, presente e futuro: la grande famiglia Roller Power alla Sagra delle Quade



Ci sono giornate che nascono come un semplice appuntamento sul calendario e finiscono per trasformarsi in qualcosa che resta nel cuore per molto tempo. La partecipazione alla Sagra delle Quade di ieri è stata una di quelle giornate.

All'inizio dovevamo essere soltanto in quattro. Una piccola rappresentanza, qualche salto, due applausi e un saluto alla festa del paese. Ma, come spesso accade quando si parla di Roller Power, qualcosa di speciale e le sorprese non mancano mai. Ora dopo ora il gruppo si è allargato.

Sono arrivati altri ragazzi della squadra agonistica, alcuni della preagonistica e, a sorpresa, persino un "ragazzo" del corso adulti. Uno dopo l'altro, quasi richiamati da un filo invisibile, hanno sentito il bisogno di esserci. Perché Roller Power è questo.

Non è soltanto una società sportiva. Non è soltanto allenamenti, gare, podi e medaglie. È una famiglia. Una famiglia nella quale l'età conta poco, il livello conta ancora meno e dove ciò che davvero fa la differenza è il senso di appartenenza.

Ieri, sullo stesso campo, si sono ritrovati bambini, ragazzi e adulti. Alcuni all'inizio del loro percorso, altri con centinaia di gare alle spalle. Generazioni diverse unite dalla stessa maglia, dalla stessa passione e dallo stesso orgoglio di sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Naturalmente la giornata era anche l'occasione per rendere omaggio a due autentici orgogli quadesi: “Davidino” e Giacomo, reduci dagli splendidi risultati ottenuti ai recenti Campionati Nazionali di Roma. Tutti erano lì per applaudire loro.

Ma le grandi giornate hanno sempre in serbo qualche sorpresa.

E così, mentre i riflettori sembravano puntati sui due giovani campioni, a rubare la scena sono stati altri due quadesi DOC: padre e figlio. Arnaldo, che si è presentato con la sua storica maglietta azzurra. E in quel momento non è arrivato soltanto un atleta. È arrivato un pezzo della nostra storia. Uno di quelli che, quando questa realtà muoveva i primi passi, c'era. Uno di quelli che ha costruito mattone dopo mattone le fondamenta sulle quali oggi tanti ragazzi possono inseguire i propri sogni.

Accanto a lui, il figlio Matteo. Lo storico capitano. Per tutti, semplicemente, l'Imperatore.

E lì il tempo si è fermato davvero.

Per qualche minuto non c'erano più gli anni passati, gli allenamenti mancati, gli impegni della vita adulta, gli infortuni. C'era soltanto lui, di nuovo sui pattini.

Salto dopo salto. Trick dopo trick.

Con la stessa eleganza, la stessa grinta e la stessa capacità di lasciare il pubblico a bocca aperta.

Gli anni possono passare, ma esistono persone che continuano a portare dentro un fuoco speciale. E Matteo ieri lo ha dimostrato a tutti. Ai più grandi ha regalato ricordi. Ai più giovani ha regalato un esempio. Molti dei ragazzi che ieri lo guardavano volteggiare non erano nemmeno nati quando lui scriveva pagine importanti della storia della nostra società.

Eppure, osservandolo, hanno capito perfettamente perché ancora oggi il suo nome venga pronunciato con rispetto e ammirazione.

Gli applausi si sono fatti sempre più forti. I sorrisi sempre più grandi.

E, per qualcuno, gli occhi anche un po' più lucidi.

Perché in quei minuti non stavamo semplicemente assistendo a un'esibizione.

Stavamo vedendo incontrarsi passato, presente e futuro della Roller Power.

Poi è arrivato il momento del gran finale. E a chiudere lo spettacolo non poteva che essere lui, il nostro “Davidone”.

Dopo una serata fatta di emozioni, amicizia, ricordi e tanta passione, ha raccolto tutta l'energia del pubblico e l'ha trasformata nell'ultimo, spettacolare gesto.

Una capriola a 360 gradi.

Perfetta. Potente. Bellissima.

Per un istante si è fatto silenzio.

Quel silenzio che nasce quando tutti trattengono il fiato.

Poi è esploso l'applauso.

Un applauso che non premiava soltanto un numero spettacolare. Premiavano una storia. Premiavano l'impegno, i sacrifici, gli allenamenti, le amicizie costruite negli anni e quell'incredibile senso di appartenenza che ci lega gli uni agli altri.

La Sagra delle Quade non ci ha regalato soltanto una bella esibizione.

Ci ha ricordato chi siamo.

Ci ha ricordato che le medaglie passano, i risultati finiscono negli archivi e le classifiche cambiano.

Ma ciò che resta sono le persone.

Restano i legami. Restano gli abbracci.

Restano i bambini che diventano campioni e i campioni che, anni dopo, tornano per mostrare ai più giovani da dove è iniziata la storia.

Ieri non abbiamo celebrato soltanto le medaglie di oggi. Abbiamo celebrato la Roller Power.

La sua storia. Le sue generazioni. La sua anima.

E ancora una volta abbiamo capito che la nostra vittoria più bella non si misura in punti, coppe o medaglie. La nostra vittoria più bella è la famiglia che, anno dopo anno, continuiamo a essere.

Siamo una squadra che cresce insieme. Siamo un gruppo che accoglie. Siamo una storia fatta di campioni, di pionieri, di bambini che sognano e di adulti che continuano a divertirsi.

Siamo Roller Power.

E ieri, sotto gli occhi di tutti, abbiamo dimostrato ancora una volta che la nostra più grande vittoria non è una medaglia. È la famiglia che siamo diventati.

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