domenica 19 luglio 2026

IRG 2026 - Giorno IV - High Jump: oro, podi e un m

Nel giorno conclusivo dei Campionati Italiani di Pattinaggio Freestyle, quando il sole di Apollo ha infiammato la pista dall’alba fino al tardo pomeriggio, i nostri atleti hanno affrontato una delle prove più spettacolari dell’intera manifestazione. Un’interminabile sfida di High Jump, combattuta sotto un caldo sempre più intenso, che ha messo alla prova non solo la tecnica, ma anche il coraggio e la resistenza dei guerrieri in gara.

Al termine della battaglia, il responso degli Dei è stato favorevole: 1 oro, 3 argenti e 2 bronzi, un bottino che arricchisce il medagliere della squadra e conferma il valore della nostra legione.

A guidare l’esercito è stato Daniele, consacrato Campione d’Italia. Con la serenità di chi è protetto da Giove, ha superato senza esitazione la maestosa quota dei 280 cm, per poi lanciare la sfida ai 290 cm. L’impresa è sfuggita per un soffio, ma il destino ha già scritto che quella vetta attenderà il suo ritorno il prossimo anno.

Valoroso anche il guerriero Davide, che ha conquistato un magnifico argento con un percorso netto fino ai 260 cm. Ha poi osato sfidare il muro dei 270 cm: questa volta gli Dei hanno rimandato l’appuntamento, ma la sua determinazione lascia presagire che la conquista è soltanto rimandata.

D’argento anche la nostra capitana Giulia, guida sicura della squadra, e Jacopo, il “capitan futuro”, che ha dimostrato ancora una volta di possedere il carattere e il talento di chi è destinato a grandi imprese.

Sul terzo gradino del podio sono saliti i debuttanti Matilda e Giacomo, che al loro primo assalto nazionale hanno combattuto con il cuore, conquistando un prezioso bronzo che profuma di futuro.

Merita un elogio speciale Giorgia M., quarta classificata. La sua corsa è stata rallentata da una controversa chiamata all’altezza dei 200 cm, una decisione che ha lasciato più di un dubbio. Ma il valore di un atleta non si misura soltanto dal colore di una medaglia: la sua prova resta degna di grande rispetto.

Conclude la spedizione Virginia, che porta a casa un buon sesto posto, frutto di impegno e determinazione in una gara lunga e logorante.

Infine, il pensiero più sentito va a Giorgia B.. Il destino, impersonato dalle severe Parche, le ha riservato una prova durissima: già al primo salto un infortunio l’ha costretta ad abbandonare la competizione tra le lacrime. Ma anche gli eroi più grandi conoscono la caduta prima della rinascita. Siamo certi che quelle lacrime diventeranno la forza con cui tornerai più determinata di prima, pronta a riprenderti ciò che oggi il fato ti ha negato. La tua storia non si ferma qui: è soltanto il primo capitolo di una nuova impresa.

Ma quando il sole ha iniziato a calare e gli araldi hanno pronunciato gli ultimi verdetti di questi Campionati Italiani, la Roller Power ha potuto volgere lo sguardo verso l’Olimpo con la fierezza di chi sa di aver combattuto fino all’ultimo respiro. Al termine della rassegna tricolore, la nostra legione ha conquistato un prestigioso ottavo posto tra le società d’Italia, risultato costruito gara dopo gara, salto dopo salto, medaglia dopo medaglia.

Eppure il Fato non aveva ancora concluso il suo racconto.

Grazie alle gesta di Sezzadio è giunto l’ultimo responso, l’ultima scintilla capace di alimentare il fuoco della leggenda. I punti conquistati in quella missione hanno permesso alla Roller Power di compiere un nuovo balzo verso il cielo, superando un’ulteriore avversaria e scalando ancora una posizione nella classifica nazionale.

Così, quando il libro della stagione è stato definitivamente chiuso, il nome della Roller Power è rimasto inciso tra le grandi società del pattinaggio italiano: settima in Italia.

Un traguardo che non appartiene soltanto a chi è salito sul podio, ma a ogni atleta che ha lottato in pista, a ogni allenatore che ha guidato il cammino, a ogni genitore e sostenitore che ha contribuito a costruire questa impresa.

Settimi in Italia. Non un semplice numero, ma il simbolo di un anno vissuto da protagonisti, fatto di sacrifici, coraggio, passione e sogni trasformati in realtà.

Ave, Roller Power! Gli Dei hanno osservato le vostre gesta e hanno riconosciuto il vostro valore. Ma guai a pensare che questa sia la fine della storia: le più grandi leggende non terminano mai, attendono soltanto la prossima battaglia per essere scritte ancora. 

sabato 18 luglio 2026

IRG 2026 – Roller Cross: sfida agli dèi tra fuoco, cadute e onore

Sotto il carro fiammeggiante di Helios, nella vasta arena di Piazza dei Cinquecento, gli dèi hanno convocato cinque dei nostri guerrieri a una prova degna degli eroi dell’antichità. Non bastava affrontare avversari valorosi: occorreva sfidare il sole stesso, dominare il calore che piegava uomini e pietre. Quaranta gradi nell’aria, oltre sessantacinque sui piastrelloni incandescenti, nessuna ombra sotto cui rifugiarsi, nessuna misericordia concessa dagli immortali. Eppure i nostri ragazzi hanno sofferto, lottato e dimostrato ancora una volta che il vero valore nasce proprio quando il destino sembra negare ogni speranza.

Davide è avanzato nella contesa con il cuore di un guerriero acheo davanti alle mura di Troia. Colpo dopo colpo ha respinto gli avversari, deciso a reclamare un posto tra i grandi. Ma, ancora una volta, la mutevole Tiche, dea della sorte, ha tessuto per lui un filo crudele. In semifinale gli ha opposto alcuni tra i più terribili guerrieri del regno, Paoletta e i fratelli Steccanella, affidandogli inoltre la corsia più esterna, quella che costringe a inseguire mentre gli altri comandano la battaglia. Quando il corno della partenza ha risuonato, il fato ha vibrato il suo colpo più duro: una caduta alla prima curva ha spezzato lo scontro prima ancora che la sua forza potesse manifestarsi. La gloria è sfuggita dalle sue mani, ma non l’onore. Perché solo chi osa sfidare il destino può dirsi davvero un eroe. Il suo nome rimane inciso tra i migliori con un magnifico settimo posto assoluto.

Non meno spietati sono stati gli dèi con Sara. Nelle prove aveva corso con la rapidità di Atalanta, dominando il tempo e lasciando negli occhi di tutti la certezza che il podio fosse ormai vicino. Ma il Roller Cross è un regno in cui il destino cambia volto in un solo istante. Una rovinosa caduta collettiva in semifinale l’ha imprigionata proprio nel momento decisivo, quando la gloria sembrava pronta ad accoglierla. Così gli immortali le hanno negato ciò che il talento aveva conquistato sul campo. Il settimo posto finale racconta solo una parte della sua impresa: la vera vittoria è stata dimostrare di appartenere, senza alcun dubbio, all’élite dei combattenti.

Leo Scibona ha invece varcato la soglia riservata a pochi, ritrovandosi davanti ai titani della disciplina. Erano i custodi del Roller Cross, campioni forgiati da innumerevoli battaglie, uomini davanti ai quali molti avrebbero abbassato lo sguardo. Leo, invece, è rimasto saldo. Ha affrontato ogni curva come un guerriero affronta il clangore delle lance, senza arretrare di un solo passo. Ha combattuto, ha imparato e si è guadagnato il rispetto di chi conosce il peso delle grandi sfide. Perché esistono battaglie in cui il risultato è soltanto un dettaglio: il vero privilegio è poter incrociare le armi con i più forti e uscirne più grandi di prima. A lui va l’onore delle armi e l’applauso di tutti noi.

Anche Giorgia M. ed Elena hanno risposto alla chiamata degli dèi senza esitazione. Nei sedicesimi di finale hanno cercato la traiettoria perfetta come navigatrici guidate dalla sapienza di Atena tra scogli e tempeste. Hanno lottato con coraggio, sfidando il caldo, la fatica e la pressione della competizione senza mai piegare il capo. Nell’istante decisivo è mancato quel lampo che separa gli eroi vittoriosi da quelli destinati a riprendere il cammino. Ma nessuno potrà negare il valore della loro impresa, compiuta in condizioni che avrebbero spezzato la volontà di molti.

L’ultima pagina deve ancora essere scritta. Domani ci attende l’ultima fatica: la prova dell’High Jump, la nostra gara, dove ogni salto sarà un assalto alle porte dell’Olimpo. Ancora una volta gli dèi osserveranno dall’alto, pronti a decidere chi sarà degno di stringere tra le mani la gloria eterna. E i nostri guerrieri saranno lì, pronti a sfidare il cielo.


venerdì 17 luglio 2026

IRG 2026 - Free Jump: il primo capitolo della nostra impresa

 


Nella Città Eterna, là dove un tempo sfilavano le legioni vittoriose e gli imperatori celebravano il loro trionfo, oggi è stata la specialità del Free Jump a scrivere una nuova pagina di gloria.

Sotto un sole feroce, come se Apollo avesse deciso di mettere alla prova ogni mortale, l’arena del Campionato Italiano si è trasformata in un vero campo di battaglia. Il calore divorava le energie, la tensione stringeva il cuore, ma il coraggio dei nostri ragazzi non conosceva resa. Perché il destino non sorride ai più forti, ma a chi ha il coraggio di sfidarlo.

E quando Marte osserva i suoi guerrieri, il valore trova sempre la sua ricompensa.

La prima a conquistare l’alloro imperiale è Elena. Una gara combattuta salto dopo salto, dove ogni centimetro valeva un duello. Con la freddezza di una vera guerriera supera 110 centimetri, piega le avversarie e si prende ciò che le appartiene: la corona di Campionessa d’Italia nella categoria Allieve. Sul suo capo non c’è solo una medaglia, ma l’alloro dei vincitori.

Dietro di lei si alzano gli scudi della legione Roller Power.

Davide, guerriero degli Juniores, vola fino a 140 centimetri, firma il suo nuovo record personale e conquista una splendida medaglia d’argento. Un salto che racconta il presente, ma soprattutto annuncia il futuro.

Argento anche per Daniele, veterano della nostra armata, che con 150 centimetri difende il proprio onore tra i Seniores. Ancora una volta dimostra che la forza non risiede soltanto nei muscoli, ma nello spirito di chi non smette mai di combattere.

E quando la battaglia sembrava ormai decisa, Martina sfodera tutto il suo coraggio e conquista un meritatissimo bronzo tra le Juniores, aggiungendo un’altra gemma al tesoro della nostra squadra.

Ma ogni legione è grande perché ogni soldato combatte fino all’ultimo respiro.

Virginia conquista un eccellente sesto posto superando 105 centimetri, dimostrando carattere e determinazione. La nostra capitana Giulia chiude al settimo posto, guidando la squadra con l’esempio di chi non arretra mai.

Giorgia M., ottava, raggiunge 95 centimetri, eguaglia il proprio record personale e conferma che la sua crescita procede con la costanza di chi scolpisce il proprio destino nella pietra.

Anche Jacopo, il nostro “Capitan Futuro”, eguaglia il suo primato personale con 130 centimetri, chiudendo al decimo posto. I grandi condottieri non nascono in un giorno: si forgiano battaglia dopo battaglia.

Per Matilda, dodicesima al debutto negli IRG, il peso dell’emozione è stato un avversario difficile quanto l’asticella. Ma ogni eroe, prima di entrare nella leggenda, ha conosciuto il sapore della sua prima battaglia. Oggi non si conclude un viaggio: oggi il suo viaggio ha inizio.

Quando il sole è infine tramontato sulle antiche mura di Roma, il bottino della Roller Power parlava da solo: un titolo italiano, due medaglie d’argento, un bronzo e record personali eguagliati o migliorati, frutto di una squadra che non ha mai smesso di lottare.

Ma il vero trionfo non si misura soltanto con il metallo delle medaglie.

Si misura nel sudore versato sotto un cielo infuocato, nelle gambe che tremano ma non cedono, negli occhi che continuano a cercare l’asticella anche quando il corpo chiede tregua, nell’abbraccio di una squadra che resta unita e non arretra mai.

Così combattono i figli della Roller Power.

Non inseguono la gloria.

La conquistano.

E mentre Roma custodisce ancora l’eco dei trionfi degli antichi condottieri, oggi gli dèi hanno inciso anche il nome della Roller Power nel loro libro d’onore.

Ma il cammino non è finito.

La prima battaglia è stata combattuta. Domani un’altra arena ci attende.

Avanti, Roller Power. Senza paura. Sempre.




venerdì 3 luglio 2026

Roma ci aspetta: è iniziata la corsa alle Finali Nazionali


L'attesa sta per finire. Il conto alla rovescia verso le Finali dei Campionati Nazionali è ormai iniziato e l'entusiasmo cresce giorno dopo giorno.

Mentre i nostri atleti continuano a lavorare con impegno nella palestra di via Sinigaglia, dove anche in queste settimane, nonostante il gran caldo, non sono mancati allenamenti intensi e rifiniture tecniche, la segreteria è impegnata negli ultimi preparativi organizzativi per affrontare al meglio la trasferta che porterà la squadra nella Capitale.

Saranno 13 i ragazzi cremaschi che difenderanno i colori della Roller Power a Roma, accompagnati dai coach Susanna e Marcello, punti di riferimento della squadra durante tutta la stagione. Un gruppo affiatato che ha saputo crescere gara dopo gara e che ora si prepara ad affrontare il palcoscenico più importante dell'anno.

Ad accompagnare la delegazione non mancherà anche un nutrito gruppo di genitori, fratelli e sostenitori, pronti a raggiungere Roma per tifare e sostenere gli atleti in ogni momento della competizione. Un segnale importante dello spirito di famiglia che da sempre ci caratterizza e che rappresenta uno dei punti di forza della nostra società.

La maggior parte della delegazione partirà il 15 luglio, scegliendo il treno per raggiungere Roma. L'obiettivo sarà arrivare con il giusto anticipo per essere pronti a scendere in pista già da giovedì 16 luglio, giornata dedicata alle competizioni di Free Jump.

Il programma entrerà poi nel vivo tra venerdì 17 (😱) e sabato 18 con le gare di Roller Cross.

La chiusura della manifestazione è prevista per domenica 19 luglio con l'High Jump, la specialità che più rappresenta la nostra squadra.

Le aspettative in tutte le discipline sono positive. I risultati ottenuti durante la stagione, uniti alla costanza dimostrata negli allenamenti, permettono di guardare a questa finale nazionale con fiducia e ottimismo. La concorrenza sarà come sempre di altissimo livello, ma diversi nostri atleti hanno dimostrato di poter competere con i migliori nelle rispettive specialità. L'obiettivo è affrontare ogni gara con determinazione e concentrazione, consapevoli che esistono concrete possibilità di conquistare piazzamenti prestigiosi e, perché no, salire sul podio portando i colori di Crema e della Roller Power tra i protagonisti della manifestazione.

I precedenti autorizzano a sognare, ma anche a mantenere i piedi ben saldi a terra. Lo scorso anno  chiudemmo i Campionati Nazionali con un prestigioso ottavo posto nella classifica generale delle società, mentre nel computo degli IRG 2025 arrivò addirittura un eccellente settimo posto finale. Risultati importanti, ottenuti grazie al lavoro di squadra, alla qualità tecnica degli atleti e all'impegno costante di allenatori, dirigenti e famiglie.

Ripetersi sarà difficile. Migliorarsi ancora di più lo sarà forse ancora di più. Ma se c'è una cosa che abbiamo imparato in questi anni è che i nostri ragazzi riescono sempre a sorprenderci quando meno ce lo aspettiamo.

Per questo motivo non faremo pronostici. Nessuna previsione ufficiale, nessuna tabella finale e nessuna classifica anticipata. O quasi.

Sappiamo infatti che il nostro instancabile match analyst ha già elaborato ogni possibile scenario, simulato punteggi, studiato avversari e probabilmente scritto da qualche parte anche i risultati finali della manifestazione. Se nei prossimi giorni doveste incontrarlo, provate pure a chiedergli qualche anticipazione. Non garantiamo che risponderà, ma siamo certi che il suo sorriso lascerà intendere che qualche conto è già stato fatto...

Al di là delle classifiche, però, la partecipazione alle Finali Nazionali rappresenta già un importante traguardo per tutto il gruppo. È il premio per mesi di allenamenti, sacrifici e passione condivisa, ma anche un'occasione unica per vivere l'emozione della competizione ai massimi livelli e confrontarsi con i migliori atleti italiani.

Le valigie sono quasi pronte, gli ultimi adempimenti burocratici stanno per essere completati e l'adrenalina inizia a farsi sentire. Roma aspetta la Roller Power e i nostri ragazzi sono pronti a dare il massimo.

A tutti i 13 atleti e ai coach Susanna e Marcello va il più grande in bocca al lupo da parte di tutti noi della redazione sportiva.

Forza Roller Power. Ci vediamo a Roma.

Stay Tuned! 


giovedì 2 luglio 2026

Tra attesa, pioggia e adrenalina: Dani e Marty protagonisti alla Hero Battle

 




Ci sono gare che si misurano in centimetri, altre che si misurano con il prestigio di esserci, altre ancora con il coraggio necessario per affrontarle.

La Hero Battle racchiude tutto questo.

Sarebbe riduttivo soffermarsi soltanto sul risultato finale, perché la HBC non è una competizione qualunque. È uno degli appuntamenti più importanti del calendario internazionale del freestyle, una vetrina che richiama i migliori atleti del mondo e che rappresenta, per chi riesce a parteciparvi, un riconoscimento del proprio valore sportivo.

Per questo la storia di Daniele e Martina non inizia con il primo salto e nemmeno con la classifica finale, ma è iniziato nel momento in cui hanno conquistato il diritto di essere lì.

Essere presenti a Milano significava aver superato una selezione che pochi riescono a raggiungere. Significava guadagnarsi la possibilità di confrontarsi con l'élite della disciplina, con quegli atleti che da anni occupano stabilmente le prime posizioni del ranking mondiale. Significava condividere la stessa pista, le stesse emozioni e la stessa tensione dei grandi campioni.

Ecco perché il settimo posto conquistato da Daniele e il nono posto ottenuto da Martina raccontano soltanto una parte della storia.

L'altra parte è fatta di misure importanti. Daniele ha spinto la sua gara fino a presentarsi ai 155 centimetri, mentre Martina ha raggiunto i 120 centimetri. Altezze che testimoniano il livello straordinario della competizione e il valore delle loro prestazioni. Ma, in una giornata come questa, i centimetri da soli non bastano a raccontare tutto.

Perché il coraggio non si misura soltanto davanti a un'asticella che continua a salire.

A Milano il coraggio è stato attendere per ore mentre il cielo scaricava pioggia su una giornata torrida e l'incertezza si impossessava dell'evento. È stato rimanere concentrati quando l'attesa sembrava non finire mai. È stato continuare a credere nelle proprie capacità mentre il programma cambiava continuamente e le condizioni diventavano sempre più difficili.

E poi il coraggio è stato tornare in pista.

Riprendere velocità su una superficie ancora umida. Ritrovare il giusto ritmo. Affrontare ogni tentativo sapendo che il margine di errore era minimo e che ogni salto poteva fare la differenza.

Salto dopo salto, centimetro dopo centimetro, Daniele e Martina hanno lottato contro avversari straordinari, ma soprattutto contro la pressione, le aspettative e le difficoltà di una giornata complicata. E da quella sfida sono usciti con la conferma più importante: meritano di stare lì.

Tra i migliori del mondo.

Le medaglie non sono arrivate. D'altronde, osservando il livello dei campioni presenti, nessuno di noi avrebbe osato pronosticarle. Ma da Milano arriva qualcosa che vale forse ancora di più: la consapevolezza che noi della Roller Power non stiamo inseguendo l'élite internazionale, ne facciamo parte.

Dietro questi risultati ci sono migliaia di allenamenti, chilometri percorsi, sacrifici, viaggi, cadute e ripartenze. C'è il lavoro quotidiano degli atleti, dei tecnici e delle famiglie. C'è una squadra che cresce insieme, che si sostiene nei momenti difficili e che continua a credere nel proprio percorso.

Per questo vanno i complimenti a Daniele e Martina, protagonisti di una splendida Hero Battle, e un grazie speciale ai compagni di squadra Davide e Chiara, che hanno accompagnato e sostenuto con un tifo incessante e un supporto fondamentale lungo tutta la giornata.

Perché i successi più belli sono quelli che si condividono.

Sì, le classifiche raccontano fino a che altezza riesci a saltare. Il coraggio racconta fin dove riesci a spingerti. E a Milano, Daniele e Martina hanno dimostrato di appartenere al mondo dei grandi.

martedì 30 giugno 2026

Hero Battle 2026 : Martina e Daniele tornano sulla pista arcobaleno

 


In queste ultime ore i social sono letteralmente invasi da storie, reels, foto e post di ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia e dall'estero, tutti accomunati dalla stessa destinazione: Milano, pronta ad accogliere uno degli eventi più attesi della stagione freestyle, la spettacolare Hero Battle.

Non stiamo parlando di atleti qualunque. A mettersi in viaggio sono i migliori freestyler del panorama internazionale, talenti che stanno scrivendo pagine importanti di questo sport e che ancora una volta sono pronti a sfidarsi sulla celebre pista arcobaleno, divenuta ormai un simbolo per tutti gli appassionati.

Tra i protagonisti di questa straordinaria manifestazione ci saremo anche noi della Roller Power, orgogliosi di essere rappresentati da due dei nostri alfieri Daniele e Martina nella specialità del free-jump.

Per loro non sarà la prima volta sulla pista più iconica del freestyle europeo. Dopo le emozioni vissute nella passata edizione, sono pronti a calcare nuovamente l'arcobaleno di Milano, portando con sé esperienza, determinazione e quella voglia di migliorarsi che li accompagna ad ogni competizione.

La Hero Battle non è solo una gara. È un punto d'incontro per la community mondiale del roller freestyle, un luogo dove si condividono passione, amicizia, rispetto e tanta voglia di spingersi oltre i propri limiti. Ogni salto, ogni prova e ogni sorriso raccontano la storia di uno sport che continua a crescere anno dopo anno.

Noi seguiremo con entusiasmo ogni momento di questa avventura e faremo il tifo per Daniele e Martina, certi che sapranno rappresentare al meglio i nostri colori.

Restate connessi sui nostri canali social: nei prossimi giorni vi porteremo dietro le quinte della Hero Battle con aggiornamenti, foto, video e tutte le emozioni vissute dai nostri due atleti.

Forza Daniele, forza Martina! La pista arcobaleno vi aspetta. 🌈🛼💪




lunedì 29 giugno 2026

Nel fuoco di Sezzadio: fatica, orgoglio e spirito di squadra

 



Dalle ardenti terre di Sezzadio, laddove il sole infuocato sembrava sfidare uomini e dèi, siamo rientrati a casa portandoci il peso e l’orgoglio di un fine settimana epico, scolpito nel calore della battaglia e nella durezza della prova. Nelle finali nazionali di skate cross, un’arena degna dell’Olimpo ha accolto i migliori atleti d’Italia e, tra loro, i nostri dieci guerrieri, chiamati a misurarsi non solo con avversari di grande valore, ma con una natura feroce, quasi divina.

Helios ha regnato incontrastato, dominando l’intero fine settimana come un dio capriccioso. La pista si è trasformata in una distesa incandescente, dove l’asfalto, vicino ai 60 gradi, bruciava sotto le ruote e consumava le energie degli atleti, mettendo alla prova il loro coraggio, la loro resistenza, la loro volontà. La Federazione, come un antico consiglio di saggi, ha spezzato le gare nell’arco della giornata per sottrarre gli atleti alle ore più crudeli, ma nemmeno questo è bastato a rendere la sfida meno aspra: ogni discesa era una lotta, ogni curva un duello.

E già lungo la via dell’andata, anche stavolta, il destino aveva iniziato a mostrare il suo volto. Capitan Jacopo, guida e simbolo della squadra, è stato abbandonato a metà cammino dal proprio destriero meccanico. Un presagio, forse, o una prova imposta dagli dèi. Ma come ogni condottiero che si rispetti, non ha ceduto: ha raggiunto comunque l’arena, pronto a combattere, a guidare i suoi comapgni, a non sottrarsi a ciò che il fato aveva in serbo.

In pista, la battaglia è stata reale, crudele, senza tregua. Tra gli Allievi, Hermes chiude in 13ª posizione, cercando invano l’armonia con un tracciato che sembrava vivo, instabile, quasi ostile. Sofia, 10ª, ha lottato contro se stessa e contro le difficoltà della pista, senza mai arrendersi. E poi Virginia, 31ª, il cui cammino è stato segnato da un violento impatto contro una protezione: un colpo improvviso che le ha lasciato un segno evidente, ma che non ha spento la sua determinazione a portare a termine la sfida.(Brava! è questo lo sprito giusto).

Negli Juniores si concentravano le speranze di gloria, e da lì è emersa la luce più forte: Davide ha conquistato la finale B, chiudendo al 6° posto assoluto, risultato che porta con sé orgoglio ma anche un’ombra di rammarico. In semifinale il destino ha giocato la sua parte: la corsia più esterna, quella meno favorevole che ha reso la rimonta una sfida quasi disperata contro atleti di spessore. Sara, 9ª, è stata frenata da un quarto di finale al di sotto dei suoi standard abituali, mentre Leo Salani, 11°, ha combattuto fino all’ultima energia, cedendo solo a rivali più esperti. Giorgia B., 23ª, ha sentito tutto il peso dell’esordio tricolore nell’arena di Sezzadio, mentre Ambra, 24ª, ha affrontato la competizione con il coraggio di chi torna dopo un infortunio, senza paura.

Tra i Seniores, Leo Scibona ha lottato come un leone, opponendosi con forza ad avversari del giro della nazionale e chiudendo in 12ª posizione, al termine di una battaglia vera. Capitan Jacopo, già messo alla prova fin dall’inizio del viaggio, ha portato a termine anche questa sfida, chiudendo in 16ª posizione: un risultato che racconta un week-end difficile, ma anche la forza di non arrendersi mai.

Il fato, questa volta, non ci ha concesso né podi né corone d’alloro. Nessun trionfo da celebrare, nessun alloro da indossare. Ma Sezzadio si conferma ancora una volta terra di emozioni profonde, intense, a tratti spietate. E se gli dèi ci hanno voltato lo sguardo altrove, resta la grandezza di chi ha combattuto comunque, fino all’ultimo metro, senza cedere in perfetto stile Roller Power.

Perché nelle vere epopee non sono solo le vittorie a essere ricordate, ma le battaglie affrontate quando tutto sembra contrario. Ed è in queste prove che si forgiano gli eroi.


Un'appaluso va ai nostri coach Susanna e Marcello che non hanno mai abbandoanto il catino infuocato di Sezzadio, dando coraggio e distribuendo consigli, a tutti i nostri ragazzi.